Max era un manager di successo: orologio, telefono satellitare e computer scandivano la sua giornata. Ogni secondo per lui era importantissimo.
Un giorno aveva un appuntamento nella sede prestigiosa di uno studio legale. Purtroppo, il lussuoso edificio si trovava in pieno centro e il manager sempre più affannato si accorse con sgomento che non aveva tenuto conto del traffico. E della sua corrispondente difficoltà di trovare un posto per parcheggiare l'auto.
Arrivato sul posto, fece un primo giro di ricognizione. Niente! Ogni centimetro quadrato era occupato da una vettura. Provò a compiere un percorso più ampio. Niente, nel modo più assoluto!
Allora, preso dalla preoccupazione, cominciò a pregare: «Signore, ti supplico, aiutami, ho bisogno di te, adesso. Fammi trovare un posto per parcheggiare. Se esaudisci la mia preghiera, ti prometto che andrò a Messa tutte le domeniche».
Fece un altro giro. Niente, neanche il posto per uno spillo! Riprese a pregare con più intensità: «Signore, non posso arrivare in ritardo a questo appuntamento. Se mi liberi un posto per l’auto, mi confesserò tutte le settimane e non salterò mai le preghiere della sera».
Sempre pregando, guidava lentamente, scrutando ogni possibile movimento nelle vie : «Signore, ti prego, ne va della mia vita. Se mi fai trovare un posto per l’auto, leggerò il vangelo tutti i giorni e magari mi metterò in lista di attesa per fare il catechismo».
In quel momento, tre metri più avanti a lui, un’auto se ne andò e si liberò un posto. Con un sospiro di sollievo, il bravo manager disse: «Signore, non ti disturbare.Ho appena trovato un posto»…
Il manager tratta il Signore nella preghiera come tratta i suoi affari nella vita. In effetti, la sua non è una preghiera, ma uno stupido atto scaramantico. È un mercanteggiare con Dio, ponendo le sue condizioni. La vera preghiera è il gesto più grande e nobile dell’essere umano, quando si mette in contatto con Dio e lo loda e lo ringrazia e a lui chiede solo che si compia la sua volontà.
Barbara Magi
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